IL FIUME SILE

Non è facile sintetizzare nello spazio di una cartina tutta la ricchezza naturalistica e architettonica dell’area attravesata dal fiume nel viaggio dalle sorgenti alla laguna; abbiamo dunque scelto di mettere in evidenza, accanto agli elementi più comuni e tipici, anvhe alcuni protagonisti fuori dal comune. È il caso del falco pescatore, che a volte in primavera fa tappa qui mentre migra verso nord; del bengalino, un uccello tropicale presente con una numerosa colonia, che si ritiene originata da qualche esemplare fuggito di gabbia; di pesci altrove ormai rari, come il temolo, la trota fario oppure il ghiozzetto punteggiato, un minuscolo pesce trovato, oltre che qui, solo in pochi altri corsi d’acqua del Veneto. Quanto ai monumenti, accanto alle ville padronali a specchio nella corrente, meritano di essere ricordati anche i vecchi mulini, testimoni di un’antica vitalità economica.

Lunghezza: km 84 circa

Larghezza: m 40, media a valle di TV

Bacino idrografico: km2 628

Portata in m3 (Casier): min. 33/ max. 76

Temperatura acqua: min. 6/ max. 16-17

Quota di livello tra sorgenti e foci: m 27

Foci: nell’Adriatico con l’alveo principale (Piave Vecchia); nella laguna di Venezia con i canali

Sioncello e Silone

Affluenti di destra: Fuin, Serva, Dosson e Bigorzo

Affluenti di sinistra: Cerca, Botteniga, Limbraga, Storga, Melma, Nerbon, Musestre, Vallio e Meolo.

La vita della città di Treviso è stata caratterizzata dalla presenza dell’acqua; qui il fiume più che in ogni altro luogo ha rappresentato per la città l’elemento unificatore e la chiave di lettura delle vicende storiche, economiche, artistiche e tecnologiche della città. L’acqua è la vera interprete della vita quotidiana: risorsa idrica ed economica, fonte di sussistenza e di reddito, indispensabile per i lavori di tutti i giorni, elemento di difesa, via di comunicazione. Nello stesso tempo il colore, il rumore, la temperatura, la velocità della sua corrente, hanno caratterizzato il mondo esterno che gli girava attorno.

I primi insediamenti si sono attestati in quest’area fin dai tempi più remoti e proprio per questi motivi: il clima mite, la navigabilità delle acque, la vicinanza al mare, la ricchezza delle risorgive e la folta vegetazione. Il Museo Civico di Treviso di S. Caterina presenta numerose testimonianze attraverso reperti dell’età della pietra, della civiltà del bronzo e di quella del ferro.

L’acqua sgorga da sotto terra in un’area detta “delle risorgive”